Le sei colonne fondamentali

Ogni estratto conto bancario italiano (Intesa Sanpaolo, UniCredit, BancoPosta, Fineco, ecc.) ha sei colonne essenziali. Data operazione: quando hai fatto l'operazione (es. quando hai cliccato "Conferma" su un bonifico). Data valuta: quando l'operazione produce effetto sul calcolo interessi (può essere diversa, es. un bonifico effettuato venerdì ha valuta lunedì). Causale: codice numerico che indica il tipo di operazione (bonifico, accredito dello stipendio, pagamento POS); il significato di ogni codice è nella legenda della banca. Descrizione: testo libero che spiega l'operazione ("PAGAMENTO POS ESSELUNGA", "BONIFICO IBAN IT60..."). Dare: uscite (denaro che esce dal conto). Avere: entrate (denaro che entra). Saldo progressivo: saldo dopo questo movimento.

Data operazione vs Data valuta: la differenza che conta

La differenza conta. Esempio: paghi una fattura con bonifico SEPA il 30 dicembre alle 18:00; data operazione = 30/12, data valuta = 2/1 dell'anno successivo. La data valuta decide gli interessi. Ai fini fiscali, nel criterio di cassa (per esempio professionisti e forfettari) conta il momento in cui il denaro è effettivamente incassato o pagato; nel criterio di competenza (per esempio le società) le date bancarie non decidono l'esercizio: conta quando il costo o il ricavo è maturato (consegna, prestazione). Sapere quale criterio segui ti evita errori nella dichiarazione.

Le sigle ricorrenti che devi sapere

Sigle italiane comuni nelle descrizioni estratto conto. SEPA: bonifico bancario Europa (Single Euro Payments Area). SDD: SEPA Direct Debit (addebito automatico, es. bollette). POS: pagamento con carta presso esercente. ATM: prelievo bancomat. F24: pagamento modello F24 (tasse). RID: vecchia denominazione SDD pre-2014, ancora usata sui PDF di alcune banche. Bonifico istantaneo: SEPA Instant (effettivo in pochi secondi). Riba: ricevuta bancaria, ancora usata per pagamenti B2B con scadenze. Bollettino postale: pagamento bollettino tramite BancoPosta.

Il saldo progressivo e perché non torna mai

Il saldo progressivo dovrebbe corrispondere alla somma: saldo precedente + entrate − uscite. Se non torna, sono tre i motivi tipici. Primo: ci sono operazioni "in valuta" non ancora contabilizzate al momento dell'estrazione del PDF (succede con bonifici SEPA effettuati il giorno del cut-off). Secondo: il PDF ha sezioni separate (movimenti, bollettini, bonifici) che potrebbero non essere in ordine cronologico unificato. Terzo: il riepilogo competenze finale (interessi, bolli, spese) ha date diverse e va aggiunto separatamente. EstrattoContoExcel verifica automaticamente la coerenza del saldo e segnala discrepanze prima del download.

Bolli, ISC, interessi: la parte che molti saltano

L'ultima sezione dell'estratto conto contiene voci spesso ignorate ma fiscalmente rilevanti. Imposta di bollo: 34,20 €/anno per le persone fisiche (di solito addebitati 8,55 € a trimestre), esente se la giacenza media annua non supera 5.000 €; 100 €/anno per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Interessi attivi: tassati al 26% ritenuta alla fonte; lordo viene mostrato, netto è quello effettivamente accreditato. Interessi passivi: deducibili per P.IVA in misura proporzionale all'uso aziendale del conto. ISC (Indicatore Sintetico di Costo): un importo in euro all'anno, calcolato su profili di utilizzo tipici e riportato nel foglio informativo (utile per comparare offerte tra banche); nel riepilogo annuale delle spese trovi l'ICC, anch'esso in euro. Spese tenuta conto: deducibili 100% se conto dedicato alla P.IVA.

Domande frequenti

Tutte le banche italiane usano lo stesso schema di colonne? La struttura è simile ma differiscono dettagli: alcune banche usano un solo importo con segno invece di due colonne separate, altre raggruppano per sezioni (BancoPosta). UniCredit ha due colonne separate, Uscite ed Entrate (con le Uscite prima delle Entrate). La causale ABI è standard? Sì, è un codice standard del sistema bancario italiano, lo stesso usato nei flussi CBI; la legenda si trova spesso sull'estratto conto o nella documentazione della banca, e in Excel puoi tenerla in una tabella da usare con CERCA.VERT. Cosa fare se trovo un movimento sconosciuto? Verifica data e importo, cerca la causale, contatta la banca se non riconosci nulla; potrebbero essere addebiti automatici dimenticati (abbonamenti, premi assicurativi).