Trasformare un PDF bancario in CSV o CBI
Differenze tra CSV, CBI e MT940 per estratti conto italiani e come scegliere il formato giusto partendo da un PDF bancario.
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Quando usare questa pagina
Quando si parla di trasformare un PDF bancario, la maggior parte degli utenti pensa subito a Excel. Ma per molti studi e per tutti i gestionali italiani il formato richiesto è il CSV, e in alcuni casi il CBI o l'MT940. Sono tre standard diversi, con scopi diversi, e capire quale serve in quale contesto evita di rifare lo stesso lavoro due volte. Questa pagina spiega le differenze in pratica e come arrivare al formato richiesto partendo da un PDF, sia che la banca offra l'export nativo sia che no.
CSV: il formato universale
Il CSV è un file di testo con una riga per ogni movimento e i campi separati da un carattere (in Italia di solito punto e virgola). È il formato che la maggior parte dei gestionali italiani importa senza problemi e che chiunque può aprire in Excel, LibreOffice o un editor di testo. Il convertitore produce un CSV con codifica UTF-8, separatore punto e virgola, virgola decimale e date nel formato giorno/mese/anno: questo è il preset che funziona con Excel italiano e con i gestionali più diffusi.
CBI: lo standard interbancario italiano
Il CBI (Corporate Banking Interbancario) è un formato strutturato pensato per la corrispondenza tra azienda e banca in Italia. È più ricco di metadati rispetto al CSV: include codice banca, conto, valuta, riferimenti operazione, dati anagrafici. Non tutte le banche lo offrono nei piani retail; è più comune nei conti business e nelle piattaforme corporate. Quando il gestionale richiede CBI in modo esplicito, partire da un PDF non è la via più diretta: meglio chiedere alla banca un export CBI nativo. Quando questo non è possibile, conviene generare prima un CSV pulito e poi convertirlo in CBI con uno strumento dedicato.
MT940: lo standard SWIFT
MT940 è un formato di messaggistica SWIFT usato a livello internazionale per l'estratto conto giornaliero. È tipico dei conti aziendali e dei rapporti corporate, soprattutto quando l'azienda lavora con più banche o più paesi. Il formato è strutturato a tag (numerici), non è facile da leggere a occhio ma è interpretato in modo univoco da quasi tutti i gestionali enterprise. Per chi lavora in ambito retail italiano, MT940 è raramente necessario: vale la pena verificarlo solo quando il commercialista lo richiede in modo esplicito.
Quando partire dal PDF
Il PDF è la fonte di partenza nei casi in cui la banca non offra un export strutturato per il periodo richiesto, oppure quando il documento è l'unico ricevuto (per esempio un estratto trimestrale ufficiale). Il convertitore gestisce in modo dedicato i layout delle banche italiane più diffuse: Intesa Sanpaolo, UniCredit, Fineco, BancoPosta, BPER, Banco BPM, BNL, MPS, Mediolanum, Crédit Agricole, Credem, ING, Revolut, N26, Sella e altre. Per le banche fintech (Satispay, Wise, Trade Republic, Hype, Vivid, buddybank) il pattern di estrazione tiene conto della singola data per movimento e dei layout minimal tipici delle app.
Verifica del file prima dell'import
Prima di importare un CSV in un gestionale, vale la pena aprirlo in un editor di testo per verificare tre cose: il numero di righe (deve coincidere con i movimenti del periodo), la prima riga di intestazione (deve corrispondere a quella attesa dal gestionale) e la coerenza dei separatori (nessuna riga con un numero diverso di campi). Se anche solo uno di questi tre controlli non torna, l'import in alcuni gestionali fallisce in modo poco descrittivo: meglio scoprirlo prima.